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martedì, maggio 13, 2014
lunedì, febbraio 17, 2014
lunedì, settembre 16, 2013
domenica, novembre 18, 2012
Not because they are easy, but because they are hard
A volte quando vedi davanti a te delle sfide che si ergono come fossero delle enormi montagne, ecco che arrivano i dubbi. E allora devi ricordarti per quale motivo combatti ogni secondo della settimana, perché quello che fai lo fai proprio perché è difficile ed è una sfida, e ne vale la pena, sempre. Perché quello che conta e fare quel passo in più verso ciò che cerchiamo di capire, e darlo gratuitamente a tutti quelli che chiedono come ci siamo arrivati. Perché l'uomo è curioso, e si migliora soddisfacendo la curiosità per il mondo che lo circonda.
We meet at a college noted for knowledge, in a city noted for progress, in a state noted for strength, and we stand in need of all three, for we meet in an hour of change and challenge, in a decade of hope and fear, in an age of both knowledge and ignorance. The greater our knowledge increases, the greater our ignorance unfolds.
Despite the striking fact that most of the scientists that the world has ever known are alive and working today, despite the fact that this Nation's own scientific manpower is doubling every 12 years in a rate of growth more than three times that of our population as a whole, despite that, the vast stretches of the unknown and the unanswered and the unfinished still far outstrip our collective comprehension.
We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too.
We set sail on this new sea because there is new knowledge to be gained, and new rights to be won, and they must be won and used for the progress of all people.
And I am delighted that this university is playing a part in putting a man on the moon as part of a great national effort of the United States of America.
Many years ago the great British explorer George Mallory, who was to die on Mount Everest, was asked why did he want to climb it. He said, "Because it is there."
Well, space is there, and we're going to climb it, and the moon and the planets are there, and new hopes for knowledge and peace are there. And, therefore, as we set sail we ask God's blessing on the most hazardous and dangerous and greatest adventure on which man has ever embarked.
Testo completo
We meet at a college noted for knowledge, in a city noted for progress, in a state noted for strength, and we stand in need of all three, for we meet in an hour of change and challenge, in a decade of hope and fear, in an age of both knowledge and ignorance. The greater our knowledge increases, the greater our ignorance unfolds.
Despite the striking fact that most of the scientists that the world has ever known are alive and working today, despite the fact that this Nation's own scientific manpower is doubling every 12 years in a rate of growth more than three times that of our population as a whole, despite that, the vast stretches of the unknown and the unanswered and the unfinished still far outstrip our collective comprehension.
We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too.
We set sail on this new sea because there is new knowledge to be gained, and new rights to be won, and they must be won and used for the progress of all people.
And I am delighted that this university is playing a part in putting a man on the moon as part of a great national effort of the United States of America.
Many years ago the great British explorer George Mallory, who was to die on Mount Everest, was asked why did he want to climb it. He said, "Because it is there."
Well, space is there, and we're going to climb it, and the moon and the planets are there, and new hopes for knowledge and peace are there. And, therefore, as we set sail we ask God's blessing on the most hazardous and dangerous and greatest adventure on which man has ever embarked.
Testo completo
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lunedì, luglio 09, 2012
Tra i canali di Amsterdam
Anche se sono stato ad Amsterdam per lavoro e solo per quattro giorni, sono riuscito a fare una passeggiata serale ed una mattutina per la città. In particolare vi propongo come APOM della settimana questo panorama del canale al tramonto.Più in basso trovate altre immagini bonus dei canali notturni contornati di bici, o sovrastati da una luna piena che fa capolino dalle nuvole.
Ancora più in basso il gigantesco deposito bici vicino alla stazione centrale e un angioletto che si trova nel Rijksmuseum, che vedete alle mie spalle nell'ultima foto.
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Amsterdam, Paesi Bassi
lunedì, luglio 02, 2012
SPIE 2012
Questa settimana si svolgono parallelamente due conferenze molto importanti e frequentate in ambito astronomico: lo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation 2012 e la European Week of Astronomy and Space Science (EWASS). Io sto partecipando ad entrambe per presentare il Fabry-Pérot che abbiamo da poco completato di assemblare in laboratorio. Proprio ieri ho presentato il mio lavoro allo SPIE con un poster che è stato apprezzato da tutti quelli che si sono fermati a leggere i dettagli. Speriamo che crei nuovi collegamenti e possibilità!
P.S. mi sono perso la visone della finale con tutti gli usuali co-tifosi e questo spiega come è andata :(
seconda APOM di riserva: io con il poster by Roberto
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Ubicazione:
Europaplein 8, 1078 Zuideramstel, Paesi Bassi
lunedì, giugno 25, 2012
lunedì, giugno 18, 2012
Stage a Tor Vergata - terza edizione
Oggi inizia la prima parte della terza edizione degli stage a Tor Vergata. Un saluto a tutti i ragazzi che hanno partecipato gli scorsi anni, uno speciale in bocca al lupo ai ragazzi dello scorso anno, che tra pochi giorni affronteranno l'esame di stato, e un benvenuto ai nuovi che oggi invaderanno il nostro lab :)
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sabato, ottobre 08, 2011
Ringraziamenti
Più cose vedo, più cose conosco. Più cose conosco, meno cose capisco.
PKNA
PKNA
Sono passati sette anni da quando sono entrato in questa facoltà (il che significa che nel computo ci sono due anni di troppo) e sento che questo momento è un po’ una conclusione di un percorso e l’inizio di un altro. Potrei quasi dire che, in modo figurato, ho finito la mia passeggiata per il lungo corridoio di SOGENE... ad ogni modo temo che dovrete sopportare la lettura di questo mio tirare le somme visto che tra le righe cercherò di ringraziare tutti quelli che in questo percorso mi hanno accompagnato.
Anzitutto devo ringraziare tutto il Gruppo di Fisica Solare. Devo dire che tutte le tesi che mi erano state proposte mi allettavano molto, quella che ho scelto era sicuramente la più complessa dal punto di vista pratico, ma anche la più interessante e ricca di opportunità per il futuro. Di una cosa ero e sono convinto, che tutto quello che sono riuscito a fare su questo strumento così complesso e delicato, un vero diavolo come lo definisce Gamow, lo devo alla sinergia di forze che il gruppo ha profuso nel progetto. Ho ricevuto aiuti e consigli davvero
da tutti e così ringrazio (per nome visto che in laboratorio ci si chiama così): Francesco, per l’impareggiabile guida e per avermi sempre seguito; Dario, per l’impagabile presenza ogni qualvolta avevo un problema e per tutte le correzioni del mio inglese maccheronico; Martina, gran parte del lavoro (davvero ottimo) sul prototipo è merito tuo, ma spero d’essere stato d’aiuto nel mettere le lentine; Roberto, sei stato il primo a farmi mettere le mani su un banco ottico e mi hai sempre aiutato; il Prof. Alberto Egidi, per l’impagabile esperienza con l’elettronica e la strumentazione; Arnaldo, i tuoi dolci hanno sempre alleggerito qualunque problema; e poi Marco, Fabio, Marta, Valentina, Stefano, Laura, Alberto, Bart, Silvia.
Fin dal corso della triennale avete sempre avuto il pregio di appassionarmi a quello che fate, trasmettendo l’entusiasmo e i contenuti delle vostre ricerche anche nella didattica. E’ per questo motivo, per l’interesse in quello che fate e per lo stupendo clima umano che vi contorna che fin dalla tesi triennale ho cercato di intrufolarmi nel laboratorio. Spero che questo percorso insieme possa proseguire.
Grazie anche per l’opportunità che mi avete dato di vedere un Fabry-Pérot al lavoro. Le esperienze a Sacramento Peak e a Tenerife sono state davvero utili e uniche. Per questo ringrazio anche Arturo e tutte le persone che mi hanno aiutato allo IAC e al Themis. Un ringraziamento anche a tutta la comunità di fisici solari e tecnici di Sunspot, che mi ha accolto facendomi sentire uno di loro.
Un ringraziamento va anche a Ilaria, Mauro, Fabrizio e Serena dell’Osservatorio Astronomico di Roma che mi hanno introdotto nel mondo della Fisica Solare quando ero ancora all’ultimo anno del Liceo. E’ innegabile che è stata l’esperienza con voi a indirizzarmi verso questo, tra i tanti interessi che avevo.
Da ormai tre anni divido le gioie e i dolori del divulgatore con il gruppo DIVA dell’Osservatorio Astronomico di Roma. Buona parte della mia spigliatezza in pubblico e dimestichezza nel semplificare i discorsi la devo all’esperienza accumulata con voi. Un grazie quindi a Francesco, Marco, Riccardo, Roberto, Gabriele, Silvia, Gianluca, Mena, Fabio.
Altre esperienze davvero formative sono state quelle che mi hanno visto coinvolto dentro ScienzImpresa. Un grazie va a tutti i soci, con la speranza che le nostre nuove attività possano crescere nel tempo.
Non deve essere facile sopportarmi quando trasformo casa in un laboratorio... e non succede di rado. Angela, Roberto, Ilaria, siete il mio punto fermo nella vita. Mi avete sempre spronato nel mio percorso appoggiando le mie scelte. Voglio qui sottolineare poi, che mia madre è stata tra le poche persone a leggersi tutto questo tomo, facendo un prezioso lavoro di correzione! E insieme con mia sorella mi ha aiutato nella dettatura delle correzioni... Un grazie davvero immenso va a tutta la mia famiglia, anche a chi purtroppo non può essere qui oggi per le congratulazioni. So per certo che sareste orgogliosi di dove sono e cosa faccio oggi; il mio pensiero va anche a voi, sempre con affetto.
C’è poi una seconda famiglia che sopporta me e i miei terribili colleghi (oltre che il proprio stesso figlio) nelle loro bizzarrie. Nino, Elisa, Ilaria, Vincenzo, non smetterò mai di ringraziarvi per la vostra immensa ospitalità e l’affetto che dimostrate.
Non è molto consueto vedere dei compagni di classe del liceo ancora uniti ad anni di distanza dal diploma, ma noi siamo una stupenda eccezione. Ormai ci conosciamo da una vita, eppure non c’è serata passata con voi che non ricordi allegra e spensierata, da veri cretini.
Esco da questa facoltà soddisfatto dei corsi che ho seguito, delle conoscenze che ho acquisito, degli ottimi insegnanti che ho avuto e sentendomi incredibilmente arricchito da tutta l’esperienza. Sopra ogni altra cosa però sono soddisfatto dei colleghi che ho incontrato qui a Tor Vergata, ragazze ragazzi con le menti più acute e fantasiose che io abbia mai conosciuto. A tutti voi devo un grazie enorme, mi avete sempre fatto sentire a casa varcando le porte di questa facoltà di Scienze. Abbiamo diviso le fatiche degli esami, proposto ed esaminato le idee più
assurde, chiacchierato di quanto di più distante ci fosse dal nostro percorso di studi, sempre con una buona dose di autoironia. Ho trovato persone straordinarie in ogni campo, capaci di preoccuparsi per il futuro di questo paese con una responsabilità che è difficile trovare anche nelle persone che questo paese lo amministrano. Per quanto è stato possibile abbiamo cercato di portare la cultura prodotta qui dentro anche fuori, alla cittadinanza, riuscendoci con successo in almeno un paio di occasioni. Recentemente siamo saliti persino sui tetti di
Roma per difendere l’Università. Ad alcuni sarà sembrato che quei due mesi siano stati tempo perso, che si sarebbe dovuto impiegare per concludere prima gli studi. E stato invece il periodo di tempo speso meglio nella mia vita, sarà sempre orgoglioso di essere stato li con voi. Un pensiero speciale va quindi anche ai ricercatori della Rete29Aprile.
Molti di voi sono più che semplici colleghi, sono amici cari con cui ho diviso tanti momenti fuori dalla facoltà negli ultimi anni. I volti vicini nel corso degli anni sono cambiati, alcuni hanno cambiato studi, altri hanno iniziato a lavorare, altri ancora sono partiti cambiando città, alcuni mi salutano oggi come affacendatissimi dottorandi. Vi ricordo tutti con affetto e doppiamente qui vi ringrazio. L’elenco sarebbe troppo lungo ma ognuno di voi sa bene quanto gli devo.
Come non ricordare poi l’altra Scienziata dell’Universo che si laur(e)a con me oggi? Abbiamo diviso tanti esami insieme, punzecchiandoci sempre a vicenda per studiare senza perdere tempo (non sempre con successo) e portando sempre a casa un buon risultato alla fine. Abbiamo diviso insieme tutto questo faticoso periodo di scrittura, sostenendoci quando arrivavamo allo stremo. Non potevamo non laurearci lo stesso giorno. Grazie di tutto!
Un ringraziamento speciale poi va alle tre persone con le quali ho condiviso di più questi sette anni qui, ormai per me sono tre fratelli aggiunti. Non so se avremo fortuna con le nostre idee, magari tireremo su progetti importanti o forse le cose ci porteranno a vivere in posti diversi in futuro. So che rimarremo sempre comunque vicini, con quella immancabile dose di eccentricità e fanciullezza interiore che ci accomuna.
Roma, 30 settembre
Luca Azimuth Giovannelli
Postfazione
Così all’istituto di Fisica ottenni una stanza tutta mia, piena di un mucchio di strumenti ottici sensibili. Non tedierò il lettore con la descrizione dei princìpi e della metodologia di quegli esperimenti, e citerò solo il cosiddetto ”interferometro”, costituito da due lastre di vetro semi-riflettenti che devono essere mantenute parallele con la precisione di un milionesimo di centimetro. Dopo averle allineate con grande fatica, basta starnutire e l’allineamento è
irrimediabilmente alterato! Li chiamavo i diavoli di entrata e di uscita.
George Gamow, La mia linea di Universo
Se persino Gamow ha trovato così diabolici questi strumenti non si può non ammettere che questi interferometri a cavità ottica risonante siano proprio delle brutte bestie da trattare... D’altro canto 112 anni dopo la loro invenzione rappresentano ancora una sfida tecnologica non banale da vincere. Se da una parte le moderne tecnologie, l’elettronica in particolare, aiutano moltissimo nel controllare questo tipo di strumenti così complicati, dall’altra risulta quasi impensabile che già nel 1924 controllare la cavità ottica con una precisione di 10 nm fosse un’operazione di routine, sebbene difficile. Questi strumenti sono tanto più intriganti se si considera che sono spesso usati come metri campione per le misure più precise. Calibrare tale strumento diventa quindi l’equivalente di ricostruire in casa un metro campione come quello conservato vicino Parigi, senza avere altro standard se non la luce stessa che si vuole filtrare.
La mia tesi consisteva proprio nel descrivere le basi teoriche e i metodi alla base di questi strumenti. Spero di non avervi tediato troppo, d’altronde il mio scopo era ben diverso da quello di Gamow!
Luca Giovannelli
irrimediabilmente alterato! Li chiamavo i diavoli di entrata e di uscita.
George Gamow, La mia linea di Universo
Se persino Gamow ha trovato così diabolici questi strumenti non si può non ammettere che questi interferometri a cavità ottica risonante siano proprio delle brutte bestie da trattare... D’altro canto 112 anni dopo la loro invenzione rappresentano ancora una sfida tecnologica non banale da vincere. Se da una parte le moderne tecnologie, l’elettronica in particolare, aiutano moltissimo nel controllare questo tipo di strumenti così complicati, dall’altra risulta quasi impensabile che già nel 1924 controllare la cavità ottica con una precisione di 10 nm fosse un’operazione di routine, sebbene difficile. Questi strumenti sono tanto più intriganti se si considera che sono spesso usati come metri campione per le misure più precise. Calibrare tale strumento diventa quindi l’equivalente di ricostruire in casa un metro campione come quello conservato vicino Parigi, senza avere altro standard se non la luce stessa che si vuole filtrare.
La mia tesi consisteva proprio nel descrivere le basi teoriche e i metodi alla base di questi strumenti. Spero di non avervi tediato troppo, d’altronde il mio scopo era ben diverso da quello di Gamow!
Luca Giovannelli
Intro Tesi
Abstract
In questo lavoro di tesi specialistica viene presentato lo studio per un interferometro di Fabry-Pérot in corso di sviluppo presso il Laboratorio di Fisica Solare dell’Università agli studi di Roma Tor Vergata. In particolare, durante il lavoro di tesi, mi sono occupato della definizione dei requisiti di posizionamento nanometrico della cavità ottica. In tale ambito ho sviluppato un programma di simulazione del Fabry-Pérot e ho calibrato sperimentalmente il sistema piezo-capacitivo servocontrollato.
Il prototipo verrà usato per effettuare dei test su banco ottico della qualità ottica meccanica e del controllo elettronico. Servirà inoltre come base per lo sviluppo di un prototipo da volo per applicazioni in campo astronomico da satellite. Viene presentato l’interferometro di Fabry-Pérot all’interno del quadro degli spettroscopi per uso astronomico, con i suoi vantaggi e svantaggi. Viene trattata nel dettaglio la teoria dell’interferenza di fasci multipli nel caso
ideale e le limitazioni di uno strumento reale. Vengono prese in considerazione le possibili applicazione da terra e dallo spazio di un tale strumento nei campi dell’Astronomia, con particolare attenzione al caso dello studio del Sole.
Viene inoltre descritto il prototipo in corso di sviluppo e il funzionamento elettromeccanico del controllo della cavità ottica, con i due movimenti di regolazione micrometrica e macrometrica e i sensori capacitivi di controllo. E' inoltre riportato il software di controllo sviluppato. Sono infine mostrati i risultati dei test effettuati sugli apparati elettromeccanici di controllo.
Acknowledgments
I am grateful for the priceless help given to me in the laboratory by
Prof. Francesco Berrilli, Dott. Dario Del Moro,
Dott. Roberto Piazzesi, Prof. Alberto Egidi,
Prof. Arnaldo Florio.
I am particularly grateful to Ing. Martina Cocciolo
for the invaluable support in FEM analysis and
modeling of the Fabry-Pérot prototype.
Thanks to Prof. Maurizio De Crescenzi for letting me use his lab equipment.
Thanks also to LightMachinery for valuable help with the optical components.
Lo studio delle stelle fisse quanto è stato finora importante per la teoria de’ movimenti celesti, altrettanto è stato limitato per le ricerche fisiche. Tutto finora si è ridotto a esaminarne il colore, l’intensità della luce e la variabilità.
Ma la scoperta della spettrometria ha fatto di questo studio uno de’ più vaghi, svariati e anche dilettevoli ed importanti che possono trovarsi. La varietà delle tinte delle stelle è accompagnata da una corrispondente distinzione de’ loro colori elementari , e da una differenza di righe spettrali: e queste essendo mirabilmente collegate colla natura della materia che arde in quegli astri e li costituisce, ci viene per tal mezzo somministrato come conoscere la natura di quelle sostanze di cui sono formati.
Padre Angelo Secchi
The Six Phases of a Project:
1. Enthusiasm,
2. Disillusionment,
3. Panic,
4. Search For The Guilty,
5. Punishment Of The Innocent,
6. Praise and Honours For The Non-Participants.
Anonymous
Cited by Philip Hobbs in Building Electro-Optical Systems
In questo lavoro di tesi specialistica viene presentato lo studio per un interferometro di Fabry-Pérot in corso di sviluppo presso il Laboratorio di Fisica Solare dell’Università agli studi di Roma Tor Vergata. In particolare, durante il lavoro di tesi, mi sono occupato della definizione dei requisiti di posizionamento nanometrico della cavità ottica. In tale ambito ho sviluppato un programma di simulazione del Fabry-Pérot e ho calibrato sperimentalmente il sistema piezo-capacitivo servocontrollato.
Il prototipo verrà usato per effettuare dei test su banco ottico della qualità ottica meccanica e del controllo elettronico. Servirà inoltre come base per lo sviluppo di un prototipo da volo per applicazioni in campo astronomico da satellite. Viene presentato l’interferometro di Fabry-Pérot all’interno del quadro degli spettroscopi per uso astronomico, con i suoi vantaggi e svantaggi. Viene trattata nel dettaglio la teoria dell’interferenza di fasci multipli nel caso
ideale e le limitazioni di uno strumento reale. Vengono prese in considerazione le possibili applicazione da terra e dallo spazio di un tale strumento nei campi dell’Astronomia, con particolare attenzione al caso dello studio del Sole.
Viene inoltre descritto il prototipo in corso di sviluppo e il funzionamento elettromeccanico del controllo della cavità ottica, con i due movimenti di regolazione micrometrica e macrometrica e i sensori capacitivi di controllo. E' inoltre riportato il software di controllo sviluppato. Sono infine mostrati i risultati dei test effettuati sugli apparati elettromeccanici di controllo.
Acknowledgments
I am grateful for the priceless help given to me in the laboratory by
Prof. Francesco Berrilli, Dott. Dario Del Moro,
Dott. Roberto Piazzesi, Prof. Alberto Egidi,
Prof. Arnaldo Florio.
I am particularly grateful to Ing. Martina Cocciolo
for the invaluable support in FEM analysis and
modeling of the Fabry-Pérot prototype.
Thanks to Prof. Maurizio De Crescenzi for letting me use his lab equipment.
Thanks also to LightMachinery for valuable help with the optical components.
Lo studio delle stelle fisse quanto è stato finora importante per la teoria de’ movimenti celesti, altrettanto è stato limitato per le ricerche fisiche. Tutto finora si è ridotto a esaminarne il colore, l’intensità della luce e la variabilità.
Ma la scoperta della spettrometria ha fatto di questo studio uno de’ più vaghi, svariati e anche dilettevoli ed importanti che possono trovarsi. La varietà delle tinte delle stelle è accompagnata da una corrispondente distinzione de’ loro colori elementari , e da una differenza di righe spettrali: e queste essendo mirabilmente collegate colla natura della materia che arde in quegli astri e li costituisce, ci viene per tal mezzo somministrato come conoscere la natura di quelle sostanze di cui sono formati.
Padre Angelo Secchi
The Six Phases of a Project:
1. Enthusiasm,
2. Disillusionment,
3. Panic,
4. Search For The Guilty,
5. Punishment Of The Innocent,
6. Praise and Honours For The Non-Participants.
Anonymous
Cited by Philip Hobbs in Building Electro-Optical Systems
Bi-doctor
Ebbene si, dagli ultimi lontani aggiornamenti di questo blog mi sono ri-laureato. Fantastica tesi, che mi è valsa un 110 e lode! Oggi giorno di pausa tra lo scritto dell'esame di dottorato (per ora procede bene :) e l'orale di giovedì prossimo. Se tutto va bene potrei ritrovarmi con una borsa e la possibilità di fare il primo passo che da studente porta al ricercatore... Incrociando le dita nel frattempo si fanno pensieri per la ristrutturazione della propria vita; mai come ora sento di essere in una vera fase di passaggio, con tante strade che mi si aprono davanti. E quindi più prosaicamente si arriva anche a riconsiderare il fatto che si possiede ancora quell'antico strumento che fu il blog di prima dell'avvento dei social network. Dovrei conteggiare quante volte ho promesso che avrei scritto nuovamente con assiduità qui... Lo rifaccio nella speranza che i cambiamenti portino ad un po di tempo per le riflessioni personali, che l'integrazione con google+ sia più facile di quella con Facebook e che una ristrutturazione generale di questo luogo sia possibile... Per ora è il posto perfetto dove farvi leggere l'apertura della mia tesi (che è tutta in inglese) e la postfazione e soprattutto i ringraziamenti (che invece sono le uniche pagine in italiano). Tra le cose che mi piacerebbe cambiare qui ci sono la sopracitata integrazione con i social network, inserire la mia tesi e il mio cv scaricabili sotto il nome, mettere dentro in qualche modo le foto più belle degli ultimi tempo, che ultimamente finiscono sempre su fb per gli inesistenti limiti di spazio... Vedremo, intanto a seguire tre post con estratti della mia tesi!
mercoledì, maggio 18, 2011
Il giorno prima della Luna Piena
Sull'autobus verso casa, le otto di sera ormai passate, ancora una volta perché mi sono lasciato prendere la mano dalle cose da fare in laboratorio... È più forte di me, a volte non riesco a mettere via il saldatore, l'ultimo specchio da montare sul banco ottico. Mi rimarrebbe il tarlo nel cervello, a volte mi rimane lo stesso... Pochi metri prima di arrivare alla fermata compare l'autobus, quantomeno non arriverò tardi per cena. Lungo la strada il cervello è staccato, segue la musica classica che esce dalle cuffiette senza elaborare nuove stramberie da montare il giorno dopo. La strada scorre veloce e ormai manca poco, la prossima fermata è il capolinea, inizia in un crescendo "l'uccello di fuoco" di Tchaikovsky. Rotatoria, ennesime macchine che si infilano tagliando la strada all'autobus, come poco prima ha fatto l'autobus stesso. La curva in uscita dal circolo vizioso rotativo porta lo sguardo verso i castelli. Il Sole sta tramontando, non sembrava. Alcune finestre di Frascati e Marino riflettono indietro la luce calda del tramonto, tanti puntini luminosi, tante torce. Tchaikovsky raggiunge quasi l'esplosione del climax, l'autobus gira ancora un po' ed ecco che verso Monte Porzio, sopra i castelli troneggia la Luna rotonda luminosa, grande come sembra solo quando è vicinissima all'orizzonte, vicina a luoghi e oggetti che conosci, con cui puoi confrontare la sua grandezza lontana. Il giorno prima della Luna Piena il Sole tramonta poco dopo l'arrivo di Selene. Gli ultimi raggi dorati infiammano le colline dei castelli romani e cercano quasi di arrivare fino a quella Luna enorme per ricololarla, invece lei rimane impassibalmente di quel color grigio ghiaccio, così vicina, così lontana. Crescendo finale. L'autobus fa l'ultima curva prima di fermarsi. Ora la Luna e i castelli sono di lato e ho il finestrino dritto davanti a me. Ed ecco che il direttore del concerto di luci, che si era tenuto in disparte, alle spalle del palcoscenico, fa la sua comparsa: il Sole esce dagli alberi che lo coprivano e semiriflesso dal vetro compare subito alla destra della Luna, sopra le colline. Chiude il cerchio del carosello del tramonto. Climax del brano. Poi bisogna scendere dall'autobus, capolinea. Fragili magie che si spezzano dopo un attimo...
sabato, aprile 16, 2011
Il Sole Stella Attiva
Ormai quasi un anno fa è iniziato un progetto che ha portato ragazzi di tutta Italia a Roma, con l'idea di attirare i ragazzi delle superiori verso le facoltà scientifiche facendoli entrare a diretto contatto con la ricerca, portandoli a lavorare nei laboratori. Per una settimana a Giugno, dopo aver appena terminato il quarto anno, e per una a febbraio, ormai a metà del quinto anno, hanno vissuto un'esperienza immersiva nel mondo dell'Università. Non esagero dicendo che ho avuto modo di conoscere dei ragazzi davvero straordinari, acute menti che spero trovino la loro strada nel mondo universitario ed oltre, sperando che il paese non le sprechi. Si sono divertiti molto, potendosi confrontare e fare amicizia con altri coetanei da tutta Italia, e bighellonando per il centro di Roma la sera (al loro posto avrei dato qualunque cosa per un'esperienza del genere). E nonostante tutto la mattina dopo all'università sono sempre stati attenti alle nostre spiegazioni sul Sole e l'Astrofisica, hanno imparato molto e soprattutto hanno "messo le mani" direttamente in laboratorio. Sono tornati a dicembre a Roma per un giorno, per raccontare come funziona il Sole e perché nasconde energie segrete che a volte si liberano in maniera esplosiva. Nei mesi successivi la loro presentazione è diventata un video, quello che vedete qui sotto. Ci abbiamo lavorato molto, con tutti i membri del gruppo di Fisica Solare e a distanza con i ragazzi, registrando l'audio durante il secondo stage di febbraio sulle tecnologie dei telescopi moderni. Il risultato mi sembra accattivante, di sicuro nei pochi minuti a disposizione spiega molto di come funziona il Sole. Spero che piaccia anche a voi! (e visto che ormai non manca molto, in bocca al lupo per gli esami!)
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martedì, gennaio 04, 2011
martedì, febbraio 23, 2010
La caduta
Per rifare il marciapiede stanno tagliando tutti gli alberi sul bordo di via Lemonia, stravolgendo per sempre il panorama che si gode da casa mia...
domenica, febbraio 14, 2010
Quel bianco che non ti aspetti
Ovvero Roma sotto la neve come non si era vista da anni. Ora ne rimane ancora un po' ai castelli, ma è destinata a rimanere solo nei nostri ricordi...
mercoledì, gennaio 20, 2010
Stiamo costruendo la terza corsia
Come potete vedere la ristrutturazione del blog ha finalmente mosso i primi passi. Dopo una iniziale riconsiderazione dei vari social network che ora utilizzo in maniera incrociata (nel senso che sono connessi via friendfeed) sto ora aggiungendo gli aggiornamenti nella nuova colonna a sinistra: la terza corsia autostradale del mio blog! Cercherò di sopperire in questo modo all'ormai annoso problema della poca voglia di scrivere che mi colpisce da un po'. Cercherò di ritornare a ritmi più accettabili di aggiornamento anche del blog ma nel frattempo potrete leggere le ultime news e gli spunti che lancio via facebook e twitter.
Contemporaneamente sto riconsiderando la disposizione dei widget nelle due colonne ed ho ottimizzato (povero il mio vecchio pc fisso) per una visione su schermo 16:9. Qualsiasi problema di visualizzazione doveste avere fatemelo presente, cercherò di sistemarlo... il lavoro è ancora lungo ma il codice html a 3 colonne è sistemato, quindi il più è fatto!
Contemporaneamente sto riconsiderando la disposizione dei widget nelle due colonne ed ho ottimizzato (povero il mio vecchio pc fisso) per una visione su schermo 16:9. Qualsiasi problema di visualizzazione doveste avere fatemelo presente, cercherò di sistemarlo... il lavoro è ancora lungo ma il codice html a 3 colonne è sistemato, quindi il più è fatto!
giovedì, dicembre 31, 2009
Chiudiamo gli anni 2000
Arriva il 2010 e si chiudono i primi anni del nuovo millennio. Lo strumento che state guardando in questo momento per leggere il mio diario on-line (web log --> blog) è cambiato moltissimo, si è entrati nel 2.0 si sta andando verso il cloud computing.
Si chiude anche l'anno internazionale per l'Astronomia e tra bilanci e risultati delle manifestazioni una cosa mi è rimasta chiara nella mente: gli italiani hanno sete di conoscenza e al contempo sono ampiamente ignoranti su qualunque argomento scientifico si nomini. Per questo motivo ci sono state file chilometriche ad ogni evento organizzato quest'anno, per questo siamo riusciti sempre a stupire ogni visitatore come fosse un bimbo delle elementari. Speriamo non sia solo la meraviglia il termine di paragone: la mente dei bambini è aperta e pronta a cambiare e a crescere. Sempre più spesso invece mi sembra di vedere intorno a me una chiusura mentale tale da poter diagnosticare una sclerosi generalizzata dell'Italia nel suo complesso. La mente può essere allenata, svegliata e può continuare a crescere a qualunque età (vedi Montalcini), non arrendetevi al grigiore attuale.
Cambiamenti.
Condor ha chiuso i battenti, sembra definitivamente. E' per me fonte di un dispiacere enorme, continuerò a seguire sempre Matteo e Luca tramite i loro blog sperando in nuovo progetto radiofonico, magri via web.
Nei prossimi giorni tanto per svecchiare e rinverdire preannuncio un cambiamento più o meno radicale di questo posto. In parte è dovuto anche alle nuove forme di comunicazione che stanno via via prendendo il sopravvento nel mio "tempo internet", in breve Faccialibro e affini. La grande forza di questi mezzi è la rapidità e l'essenzialità. Quello che tenterò di fare è di fondere insieme il lato più approfondito e ragionato del blog e quello più immediato e a volte poco comprensibile per quelli che non sanno i retroscena del social network.
Oltre al cambio grafico potrebbe scapparci un cambio di nome e di indirizzo ma in caso verrete avvertiti con i vari mezzi a disposizione.
per ora, buon cenone!
Si chiude anche l'anno internazionale per l'Astronomia e tra bilanci e risultati delle manifestazioni una cosa mi è rimasta chiara nella mente: gli italiani hanno sete di conoscenza e al contempo sono ampiamente ignoranti su qualunque argomento scientifico si nomini. Per questo motivo ci sono state file chilometriche ad ogni evento organizzato quest'anno, per questo siamo riusciti sempre a stupire ogni visitatore come fosse un bimbo delle elementari. Speriamo non sia solo la meraviglia il termine di paragone: la mente dei bambini è aperta e pronta a cambiare e a crescere. Sempre più spesso invece mi sembra di vedere intorno a me una chiusura mentale tale da poter diagnosticare una sclerosi generalizzata dell'Italia nel suo complesso. La mente può essere allenata, svegliata e può continuare a crescere a qualunque età (vedi Montalcini), non arrendetevi al grigiore attuale.
Cambiamenti.
Condor ha chiuso i battenti, sembra definitivamente. E' per me fonte di un dispiacere enorme, continuerò a seguire sempre Matteo e Luca tramite i loro blog sperando in nuovo progetto radiofonico, magri via web.
Nei prossimi giorni tanto per svecchiare e rinverdire preannuncio un cambiamento più o meno radicale di questo posto. In parte è dovuto anche alle nuove forme di comunicazione che stanno via via prendendo il sopravvento nel mio "tempo internet", in breve Faccialibro e affini. La grande forza di questi mezzi è la rapidità e l'essenzialità. Quello che tenterò di fare è di fondere insieme il lato più approfondito e ragionato del blog e quello più immediato e a volte poco comprensibile per quelli che non sanno i retroscena del social network.
Oltre al cambio grafico potrebbe scapparci un cambio di nome e di indirizzo ma in caso verrete avvertiti con i vari mezzi a disposizione.
per ora, buon cenone!
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venerdì, dicembre 18, 2009
The Big Bang Theory
Da quando abbiamo scoperto questa serie TV all'università non stiamo nella pelle nell'attesa della puntata successiva. Il motivo è semplice: i protagonisti della serie siamo noi! 3 fisici e un ingegnere aerospaziale che si divertono un mondo tra diavolerie tecnologiche, fumetti, videogiochi e lavagne piene di formule. Hanno la nostra stessa età ma diversamente da noi già lavorano all'interno dell'università come ricercatori. Per il resto la dinamica di gruppo e le battute sono talmente simili alle nostre che a volte sospettiamo che ci spiino con delle microtelecamere nascoste. I personaggi ovviamente sono un'esasperazione del prototipo del ricercatore nerd, nessuno di noi si ritrova in pieno in uno di loro. A volte però anche noi siamo puntigliosi come Sheldon, timidi come Raj, generosi come Leonard e si, persino patetici come Howard.
Quello che vedete qui sotto è un piccolo omaggio che ci siamo autoregalati rigirando una delle scene più gustose della terza stagione attualmente in onda. Se non l'avete ancora visto e preferite non rovinarvi la sorpresa (non sono ancora disponibili in italiano, ma noi vi consigliamo caldamente la versione in inglese, magari con i sottotitoli) andate qui sotto a vostro rischio e pericolo. Per confronto qui trovate anche il link alla versione originale.
Quello che vedete qui sotto è un piccolo omaggio che ci siamo autoregalati rigirando una delle scene più gustose della terza stagione attualmente in onda. Se non l'avete ancora visto e preferite non rovinarvi la sorpresa (non sono ancora disponibili in italiano, ma noi vi consigliamo caldamente la versione in inglese, magari con i sottotitoli) andate qui sotto a vostro rischio e pericolo. Per confronto qui trovate anche il link alla versione originale.
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